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	<title>Rassegna stampa &#8211; Romolo Cacciatori</title>
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	<description>Consulenza Per Lo Sviluppo Gastronomico E Ampliamento Di Mercato Per Ristoranti</description>
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		<title>Festa del Bacalà alla vicentina – anno 2022</title>
		<link>https://cacciatori.org/festa-del-bacala-alla-vicentina-anno-2022/</link>
				<pubDate>Tue, 25 Oct 2022 09:04:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[cacciatori-20181011]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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				<description><![CDATA[La festa del Baccalà alla vicentina, che si svolge a Sandrigo dal 13 di Settembre, ai primi di Ottobre con la presenza di migliaia di persone nelle varie giornate, ma con dei punti base importanti fra cui il Gran Galà in cui sono prenotati oltre 500 persone da mesi. In un ambiente elegante con servizi&#8230;]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>La festa del Baccalà alla vicentina, che si svolge a Sandrigo dal 13 di Settembre, ai primi di Ottobre con la presenza di migliaia di persone nelle varie giornate, ma con dei punti base importanti fra cui il Gran Galà in cui sono prenotati oltre 500 persone da mesi.</p>
<p>In un ambiente elegante con servizi adeguati ed un Menù degno di essere denominato Gran Galà.</p>
<p>Presenza di autorità Politiche ed Istituzionali Norvegesi e Italiane di primissimo piano.</p>
<p>Romolo Cacciatori ha gestito in prima persona la composizione ed attuazione del Menù realizzato e coordinato da una quarantina di soci Ristoratori della Confraternita</p>
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		<title>VILLA REGINA MARGHERITA Rovigo</title>
		<link>https://cacciatori.org/villa-regina-margherita-rovigo/</link>
				<pubDate>Tue, 17 May 2022 09:33:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[cacciatori-20181011]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Food]]></category>

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				<description><![CDATA[Andrea Focarini Chef in cucina il Ristorante Hotel  Villa Margherita locale d’epoca  è  ormai considerato un riferimento della buona cucina Rodigina da quando Andrea ha preso il timone del Ristorante riprendendo la tradizionale cucina Polesana Lo chef è approdato qui dopo esperienze in locali del Territorio ed una lunga sosta presso la trattoria al Ponte&#8230;]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p><a class="dt-pswp-item" href="https://cacciatori.org/wp-content/uploads/2022/05/focarini.jpg" data-dt-img-description="" data-large_image_width="372" data-large_image_height="181"><img class="size-full wp-image-1001362 alignleft" src="https://cacciatori.org/wp-content/uploads/2022/05/focarini.jpg" alt="" width="372" height="181" srcset="https://cacciatori.org/wp-content/uploads/2022/05/focarini.jpg 372w, https://cacciatori.org/wp-content/uploads/2022/05/focarini-300x146.jpg 300w" sizes="(max-width: 372px) 100vw, 372px" /></a>Andrea Focarini Chef in cucina</p>
<p><em>il Ristorante Hotel  Villa Margherita locale d’epoca  è  ormai considerato un riferimento della buona cucina Rodigina da quando Andrea ha preso il timone del Ristorante riprendendo la tradizionale cucina Polesana </em></p>
<p>Lo chef è approdato qui dopo esperienze in locali del Territorio ed una lunga sosta presso la <em>trattoria al Ponte di Lusia</em>, altro importante locale storico di tradizione Polesana; e qui ora lui presenta la sua <em>interpretazione di questa cucina</em>. Piatti semplici, diretti, ricchi di sapori e di gusti. La ricerca del prodotto fresco e stagionale condiziona positivamente il menù; ci sono offerte giornaliere molto accattivanti; entrano selezionati piatti di pesce, ogni venerdì d’estate, serviti in giardino. Il baccalà presentato in vari modi è sempre presente in Carta. Da provare i risotti, i bigoli con le sarde ed i suoi tortellini; il rotolo di faraona con prugne secche e piatti di carne mai banali. i dolci sono della Cucina: tenerina, tiramisù, i biscotti compreso i <em>zaeti</em> nella versione Polesana. Tutto servito con garbo da una efficiente ed accogliente Sala. Una serie di selezionate etichette con vini veneti e friulani, qualche buona bollicina italiana e francese per accompagnare la cucina. Costo per tre piatti sui 35/40 euro, Ferie due settimane di agosto ed una in gennaio. Carta di credito tutte. Turno di chiusura: Domenica.</p>
<p><strong>Villa Regina Margherita</strong> Restaurant &#8211; hotel</p>
<p>Vle Regina Margherita 6-Rovigo</p>
<p>Tel 0425094572 cell.3293791982</p>
<p><a href="mailto:info@villareginamargherita.it">info@villareginamargherita.it</a></p>
<p><a href="http://www.villareginamargherita.it">www.villareginamargherita.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un risotto ed i Zaeti</p>
<p><a class="dt-pswp-item" href="https://cacciatori.org/wp-content/uploads/2022/05/risotto-villa.jpg" data-dt-img-description="" data-large_image_width="312" data-large_image_height="643"><img class="size-full wp-image-1001363 alignleft" src="https://cacciatori.org/wp-content/uploads/2022/05/risotto-villa.jpg" alt="" width="312" height="643" srcset="https://cacciatori.org/wp-content/uploads/2022/05/risotto-villa.jpg 312w, https://cacciatori.org/wp-content/uploads/2022/05/risotto-villa-146x300.jpg 146w" sizes="(max-width: 312px) 100vw, 312px" /></a><a class="dt-pswp-item" href="https://cacciatori.org/wp-content/uploads/2022/05/zaeti.jpg" data-dt-img-description="" data-large_image_width="312" data-large_image_height="643"><img class="size-full wp-image-1001364 alignleft" src="https://cacciatori.org/wp-content/uploads/2022/05/zaeti.jpg" alt="" width="312" height="643" srcset="https://cacciatori.org/wp-content/uploads/2022/05/zaeti.jpg 312w, https://cacciatori.org/wp-content/uploads/2022/05/zaeti-146x300.jpg 146w" sizes="(max-width: 312px) 100vw, 312px" /></a></p>
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		<title>La “renga” dalle tavole dei poveri a leccornia ricercata</title>
		<link>https://cacciatori.org/la-renga-dalle-tavole-dei-poveri-a-leccornia-ricercata/</link>
				<pubDate>Fri, 08 Apr 2022 06:18:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[cacciatori-20181011]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>

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				<description><![CDATA[fu così che le locande di Parona impararono a cucinare e a proporre in tavola questo pesce proveniente dai lontani mari del Nord Europa abbinato ai sapori tipici del territorio quali la polenta e l’olio di oliva… Fino alla fine dell’800, quando il fiume Adige era ancora navigabile, la piccola località di Parona era un&#8230;]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>fu così che le locande di Parona impararono a cucinare e a proporre in tavola questo pesce proveniente dai lontani mari del Nord Europa abbinato ai sapori tipici del territorio quali la polenta e l’olio di oliva…</p>
<p><strong>Fino alla fine dell’800</strong>, quando il fiume Adige era ancora navigabile, la piccola località di Parona era un importante scalo fluviale dove risiedevano attività commerciali e una dozzina di osterie. Essendo la navigazione in città vietata nei fine settimana, i marinai-commercianti conduttori di imbarcazioni e chiatte di legname che discendevano l’Adige, attraccavano e sostavano nel porticciolo di Parona. Ristorandosi quindi nelle locande spesso il pagamento avveniva offrendo, in cambio, la merce del loro carico, tra cui proprio la “renga” (aringa) conservata affumicata in barili sotto sale. Fu così che le locande di Parona impararono a cucinare e a proporre in tavola questo pesce proveniente dai lontani mari del Nord Europa abbinato ai sapori tipici del territorio quali la polenta e l’olio di oliva.</p>
<p><strong>La Bottega della Renga</strong> – Osteria è dal 2014 un “Ristorante tipico” del Comune di Verona proprio perché eccelle nella preparazione dell’aringa. In un’ambiente familiare dall’atmosfera amichevole, si può gustare una cucina casalinga tipicamente veneta dove il pesce del nord regna sovrano. Qui si tratta l’aringa e lo stoccafisso, sia per asporto sia per il  servizio al tavolo. Cecilia Mastella con Michela e Jessica, brave collaboratrici, negli ultimi anni ha ampliato l’offerta anche con le salse di lavarello e luccio. Non perdete l’occasione di assaporare piatti saporiti e genuini a partire dagli antipasti a base di crostini con paté o carpaccio di renga; peperoncini piccanti, olive e cipolline ripieni di renga e, anche, selezione di salumi e formaggi veronesi serviti con sottaceti della casa.</p>
<p><strong>Tra i piatti forti</strong> potrete trovare bigoli; gnocchi con burro di malga; risotto con la renga, ma anche altri classici come polenta e baccalà e  cotechino con pearà. La renga: un tempo piatto per poveri ora anche per intenditori e gourmet. L’ ambiente rustico ma ordinato e accogliente; il servizio è attento. Il vino sfuso è in armonia con i piatti. Circa 25 euro.</p>
<p>La Bottega della Renga/Osteria – Piazza del Porto 12, Parona – VR</p>
<p>Tel. 388 3498249; 335 6813387 | <a href="mailto:info@labottegadellarenga.com">info@labottegadellarenga.com</a> | <a href="http://www.labotegadellarenga.com/">www.labottegadellarenga.com</a></p>
<p>Aperto: a pranzo; a cena solo su prenotazione | Turno di chiusura: domenica e festivi | Servizio d’asporto dalle 8.45 alle 19 Ferie: mai | Carte di credito: tutte</p>
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		<title>La Bondola Polesana di Vittorio Comini</title>
		<link>https://cacciatori.org/la-bondola-polesana-di-vittorio-comini/</link>
				<pubDate>Mon, 21 Feb 2022 15:47:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[cacciatori-20181011]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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				<description><![CDATA[Giovanni Capnist, noto gastronomo vicentino, sul suo ricettario del 1985, sulla cucina Polesana parla profusamente della “Bondola Polesana” un salume di antiche origini e qualche assomiglianza con “la salama da sugo” degli Estensi, ma meno speziata e più morbida. Giovanni Capnist, noto gastronomo vicentino, sul suo ricettario del 1985, sulla cucina Polesana parla profusamente della&#8230;]]></description>
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<div class="single-overview ">Giovanni Capnist, noto gastronomo vicentino, sul suo ricettario del 1985, sulla cucina Polesana parla profusamente della “Bondola Polesana” un salume di antiche origini e qualche assomiglianza con “la salama da sugo” degli Estensi, ma meno speziata e più morbida.</div>
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<div class="col-md-3"><a href="https://www.veneziepost.it/wp-content/uploads/2022/02/Immagine2-e1645211051853.jpg" data-rel="penci-gallery-image-content"><img class="attachment-penci-full-thumb size-penci-full-thumb wp-post-image" src="https://www.veneziepost.it/wp-content/uploads/2022/02/Immagine2-e1645211051853.jpg" sizes="(max-width: 719px) 100vw, 719px" srcset="https://www.veneziepost.it/wp-content/uploads/2022/02/Immagine2-e1645211051853.jpg 719w, https://www.veneziepost.it/wp-content/uploads/2022/02/Immagine2-e1645211051853-300x141.jpg 300w, https://www.veneziepost.it/wp-content/uploads/2022/02/Immagine2-e1645211051853-585x275.jpg 585w, https://www.veneziepost.it/wp-content/uploads/2022/02/Immagine2-e1645211051853-600x282.jpg 600w" alt="" width="719" height="338" /></a></div>
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<p><strong>Giovanni Capnist, noto gastronomo vicentino</strong>, sul suo ricettario del 1985, sulla cucina Polesana parla profusamente della “Bondola Polesana” un salume di antiche origini e qualche assomiglianza con “<em>la salama da sugo” degli Estensi, </em>ma meno speziata e più morbida. Ogni paese del Medio e Alto Polesine dichiara di possedere la vera ricetta. Così ci racconta Vittorio Comini da Giacciano, che con la sua famiglia da sempre valorizza i prodotti polesani, la produce con la carne di maiali che lui stesso alleva nella sua azienda agricola, dove coltiva antichi vitigni autoctoni da cui ricava produce anche vini molto particolari, caratteristici e buoni.</p>
<div id="attachment_271689" class="wp-caption aligncenter">
<p><a href="https://www.veneziepost.it/wp-content/uploads/2022/02/Immagine1-e1645211141523.jpg" data-rel="penci-gallery-image-content"><img class="wp-image-271689 size-medium" src="https://www.veneziepost.it/wp-content/uploads/2022/02/Immagine1-e1645211141523-300x146.jpg" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" srcset="https://www.veneziepost.it/wp-content/uploads/2022/02/Immagine1-e1645211141523-300x146.jpg 300w, https://www.veneziepost.it/wp-content/uploads/2022/02/Immagine1-e1645211141523-585x285.jpg 585w, https://www.veneziepost.it/wp-content/uploads/2022/02/Immagine1-e1645211141523-600x292.jpg 600w, https://www.veneziepost.it/wp-content/uploads/2022/02/Immagine1-e1645211141523.jpg 702w" alt="" width="300" height="146" aria-describedby="caption-attachment-271689" /></a></p>
<p id="caption-attachment-271689" class="wp-caption-text">La Bondola Polesana mantenuta sotto vuoto</p>
</div>
<p><strong>La sua ricetta</strong>: “<em>l’impasto viene da carni grasse e consistenti tipo spalla, costa, cartelle muscolari oltre ad una parte di tagli nobili. Poi dopo aver insaporite le carni con spezie varie viene tutto tritato, mescolato e insaccato nel budello diritto, perché più adatto al momento della presentazione nel piatto.”</em>  Quindi viene fatta bollire in “<em>pignatta” </em>per tre ore, avvolta in una pezza di stoffa e servita con i fagioli Santi ‘<em>in potacin’ (umido),</em> una rara specie autoctona senza buccia. Un bicchiere di vino rosso Turchetta, proveniente dal vitigno omonimo, ben si abbina al piatto. Da Vittorio Comini si possono comprare, oltre alla Bondola, anche salumi da taglio e quei rari vini autoctoni.  La produzione è modesta nella quantità ma sono tutti sapori particolari ed esclusivi. Lui è spesso a lavora nei campi o in cantina: meglio preavvertire telefonicamente.</p>
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<div></div>
<div class="author-name"><strong><em>Romolo Cacciatori</em></strong></div>
</div>
<div>Venerdì 18 Febbraio 2022 20:06</div>
<div>Link: <a href="https://www.veneziepost.it/la-bondola-polesana-di-vittorio-comini/?mc_cid=938a42cf37&amp;mc_eid=db5eebb522#">https://www.veneziepost.it/la-bondola-polesana-di-vittorio-comini/?mc_cid=938a42cf37&amp;mc_eid=db5eebb522#</a></div>
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		<title>Tornano le uve antiche dell&#8217;Alto Polesine con vini bianchi e rossi capaci di emozionare</title>
		<link>https://cacciatori.org/tornano-le-uve-antiche-dellalto-polesine-con-vini-bianchi-e-rossi-capaci-di-emozionare/</link>
				<pubDate>Mon, 17 Jan 2022 08:36:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[cacciatori-20181011]]></dc:creator>
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				<description><![CDATA[Chi l&#8217;ha detto che il Polesine non è terra da vini? Grazie a Vittorio Comini appassionato viticoltore di Giacciano sono tornati i vitigni autoctoni dell&#8217;Alto Polesine. Uve antiche dai nomi singolari: Mattarella (quest&#8217;uva si chiamava così, prima che Sergio Matterella salisse al Colle), la Benedina, Turchetta, Negretta, Vernazzola e altre. A guidare nella scoperta di&#8230;]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Chi l&#8217;ha detto che il Polesine non è terra da vini? Grazie a Vittorio Comini appassionato viticoltore di Giacciano sono tornati i vitigni autoctoni dell&#8217;Alto Polesine.<br />
Uve antiche dai nomi singolari: Mattarella (quest&#8217;uva si chiamava così, prima che Sergio Matterella salisse al Colle), la Benedina, Turchetta, Negretta, Vernazzola e altre. A guidare nella scoperta di questi vini che dimostrano corpo, carattere e bene si sposano con i piatti di pesce del Delta, Dante Brancalion il decano dei sommelier polesani, Romolo Cacciatori studioso dell&#8217;enogastronomia, il cuoco Massimo Spallino del ristorante la Vecchia Stazione di Canove, sceso dall&#8217;Altopiano di Asiago.<br />
&#8220;Viti antiche &#8211; ha spiegato Romolo Cacciatori &#8211; capaci di regalare emozioni&#8221;. E Vittorio Comini che da anni collabora con la scuola enologica di Conegliano ci crede e vuole farle conoscere.</p>
<p>Pochi sanno che la viticoltura nell&#8217;Alto Polesine ha origini antiche e la sua diffusione assume una rilevanza dopo le grandi bonifiche tra il 1.400 e 1.500 ad opera dell&#8217;Abbazia della Vangadizza e dei nobili Bentivoglio. A fine Ottocento, dopo la filossera i nuovi ibridi con piede d&#8217;innesto americano (Clinton) non trovarono un terrior favorevole nella terra racchiusa tra Adige e Po e, causa anche le inondazioni, la viticoltura venne abbandonata.</p>
<p>Fino al 2021 quando Vittorio Comini con altri agricoltori fondò il gruppo Avsp. Con l&#8217;aiuto di Veneto Agricoltura e il Centro di Conegliano s&#8217;inizio a scommettere sui vitigni autoctoni. Con ottimi risultati. Da uve Mattarella ecco il bianco frizzante: colore giallo tenue, fiori bianchi al naso, buona acidità e piacevole al palato con un finale di mandorla amara. In fase di lavorazione la versione &#8220;metodo ancestrale&#8221; e anche la versione bianco fermo con la vendemmia 2020.<br />
Un vino da aperitivo che può accompagnare le carni bianche ed il pesce crudo. Invece, dalle uve di Turchetta polesana un Igt Rosso Veneto, elevata carica di antociani, colorazione intensa, sentori di viola marasca con giusta nota amara finale. Si accompagna bene con l&#8217;anguilla e carni in umido. Infine, dalle uve di Benedina, un rosso ancora praticamente sconosciuto:  colore brillante, sapore rustico antico, piacevole acidità.</p>
<p>Con lo stracotto di asino è un abbinamento vincente. Vini da provare e bere.</p>
<p>&#8220;La Voce del gusto 27.12.2021&#8221;</p>
<p>D. S.</p>
]]></content:encoded>
										</item>
		<item>
		<title>La Vernaccia di Serrapetrona un grande vino poco conosciuto  ma di grande interesse e qualita presentato da una bella cantina  delle marche</title>
		<link>https://cacciatori.org/la-vernaccia-di-serrapetrona-un-grande-vino-poco-conosciuto-ma-di-grande-interesse-e-qualita-presentato-da-una-bella-cantina-delle-marche/</link>
				<pubDate>Thu, 23 Dec 2021 11:44:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[cacciatori-20181011]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

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				<description><![CDATA[]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p><strong>PODERE SUL LAGO- </strong><strong>SERRAPETRONA</strong></p>
<p><strong>Una cantina  ed un borgo persi nella natura;  con il miglior sfondo possibile</strong></p>
<p><strong>Di Sandrino  Quadraroli e gentile signora Adele</strong></p>
<p>Sopra al lago di  Caccamo  in quel di  <em>Case sparse di Savignano</em> di Serrapetrona( Macerata-Marche) esiste un Podere  che la passione del Vignaiolo  sta   curando amorevolmente; vitigni situati a 500 metri che regalano dei Rossi importanti; in prima fila La Vernaccia. Sandrino cura personalmente l’intera filiera; in campo in modo da instaurare un rapporto quasi personale con il vitigno e dopo in Cantina, dove il vino nasce si affina e viene imbottigliato. Azienda nata piccola e tale vuole rimanere per continuare su questo percorso.</p>
<p>In una visita nelle Marche per conoscere la provincia di Macerata e la sua cultura enogastronomica   ma particolarmente i due vitigni autoctoni: <strong><em>Ribona Bianca e la Vernaccia nera di Serrapetrona </em></strong> mi sono imbattuto, in buoni Ristoranti ed in uno di questi<em>, Il Due Cigni di  MonteCosaro, oltre alla buona Cucina ed una  buona lista Vini, anche in un bravo Sommelier, </em>che in modo professionale mi ha guidato nella  degustazione  di alcune bottiglie di  <strong>Ribona</strong> di varie Cantine abbinate ad un Menù di pesce. Per l’altro mio interesse, la<strong> vernaccia</strong>, mi ha consigliato una visita <strong>alla  Cantina di Quadraroli.</strong> <strong>Podere del Lago.</strong> Arrivare nel posto non è stato semplice; la strada  un poco tortuosa e bianca per alcuni tratti, si inerpicava sulla collina ma giunti al  piccolo pianoro  dove si trova la Cantina si poteva godere  di  una vista entusiasmante sul vigneto e sul lago, e dopo pochi minuti di conoscenza con il Cantiniere  Sandrino  mi sono accorto  di provare  un sentimento di gratitudine verso il sommelier che nel ristorante il giorno  prima mi aveva detto che li avrei trovato una <em>Splendida Vernaccia di  Serrapetrona</em> ed un Cantiniere appassionato e professionale. Da Sandrino e la moglie, ho avuto una descrizione della loro <strong>Vernaccia,</strong>  del fatto che  questo vitigno presenta delle difficoltà di allevamento, una buccia molto delicata e che la pianta sia piuttosto pigra ed il tempo della vendemmia sia piuttosto discontinuo, e che  la completa maturazione in pianta sia avvertita  solo dall’occhio del Cantiniere/vigneron; morale: la vendemmia avviene  verso fine ottobre  non prima. 6000 ceppi/ha che vanno raccolti a mano e diraspati a mano con tavolo di scelta per i chicchi migliori che sono messi in botte di acciaio con temperatura controllata pressatura soffice e piccolo passaggio in legno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><a class="dt-pswp-item" href="http://cacciatori.org/wp-content/uploads/2021/12/Lacus-square.jpg" data-dt-img-description="" data-large_image_width="1000" data-large_image_height="1000"><img class="alignleft wp-image-1001313" src="http://cacciatori.org/wp-content/uploads/2021/12/Lacus-square-350x350.jpg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://cacciatori.org/wp-content/uploads/2021/12/Lacus-square-350x350.jpg 350w, https://cacciatori.org/wp-content/uploads/2021/12/Lacus-square-300x300.jpg 300w, https://cacciatori.org/wp-content/uploads/2021/12/Lacus-square-768x768.jpg 768w, https://cacciatori.org/wp-content/uploads/2021/12/Lacus-square.jpg 1000w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a>Il Lacus</strong>  prodotto di punta di questo vitigno, con riconoscimenti e premi, costituito dal100% di Vernaccia nera; il 2016 ben affinato si presenta con 14° Colore rosso intenso tendente allo scuro; in bocca  i tannini molto presenti ma equilibrati, di buon corpo, al naso: profumi intensi e fruttati anche frutta di bosco, arricchiti  di spezie e pepe nero. Confermati poi in bocca. Non più di 1000° bottiglie di questa annata. Piacevole anche da bere da sola, conversando. Ben si adatta ad arrosti con succulenza e selvaggina. Ma un’altra interessante valutazione è emersa; la  Vernaccia nera di Serrapetrona in generale  e questa Cantina particolarmente non hanno il posto e  la conoscenza che merita nell’Olimpo dei migliori Rossi Italiani. Vino di nicchia sicuramente non di grande diffusione e di piccola tiratura ma la qualità e le caratteristiche ne fanno un vino unico che difficilmente si dimentica.</p>
<p><a class="dt-pswp-item" href="http://cacciatori.org/wp-content/uploads/2021/12/Torcular_square-e1640260723562.jpg" data-dt-img-description="" data-large_image_width="150" data-large_image_height="150"><img class="size-full wp-image-1001314 alignleft" src="http://cacciatori.org/wp-content/uploads/2021/12/Torcular_square-e1640260723562.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Ma il podere  offre anche del buon olio extra vergine di oliva ed anche degli  altri vini da <strong>Uve Merlot e da uve Pinot nero</strong>( quest’ultimo un azzardo scommessa di Sandro) mentre sempre  da Uve Vernaccia con   viti in altra esposizione,  altre 1600 bottiglie ottenute ancora con vendemmia a mano e scelta dei grappoli migliori.  <strong>IL TORCULAR</strong> ha  Caratteristiche tecniche e di scheda piuttosto  simili al LACUS. Tutte i vini hanno buon corpo ed alta gradazioni e si prestano ad abbinamenti con piatti complessi tipo <em>vincisgrassi</em> tipico piatto marchigiano ma sicuramente con  carni rosse  in umido. Si può anche gustare un buon <strong>Passito sempre  da uva Vernaccia</strong> che presenta degli interessanti sentori di frutti rossi e di succo di amarene e amarene in sciroppo, per niente stucchevole( Zio Sergio)-</p>
<p><a class="dt-pswp-item" href="http://cacciatori.org/wp-content/uploads/2021/12/ziosergio-square-e1640260891446.jpg" data-dt-img-description="" data-large_image_width="150" data-large_image_height="150"><img class="size-full wp-image-1001316 alignleft" src="http://cacciatori.org/wp-content/uploads/2021/12/ziosergio-square-e1640260891446.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Il Podere è sicuramente da vistare sia per la sua esposizione e posizione sulle colline sinuose sia per la accoglienza dei titolari con cui ho degustato con sommo piacere tutti i vini; è piccolo anche perché come ha  rimarcato Sandrino lui  vuol curare tutti i particolari legati alla nascita di una bottiglia di vino. La produzione è cosi di livello importante. Con giusti prezzi adeguati alla qualità. Questa è stata una scelta di vita dopo che il terremoto gli aveva distrutto il Ristorante trattoria dove si guadagnava la “Pagnotta” ora a dedicarsi anima e corpo ed io aggiungo: anche con molta passione, professionalità e fatica, al suo Podere a tempo pieno. A parte le vendite che non mancano di  soddisfazioni  riconoscimenti anche nei concorsi nazionali ed internazionali. <strong>Per il Pinot nero,</strong> che consiglio vivamente, da poco un primo premio nella sua categoria di vitigno internazionale in un importante concorso in Svizzera ;  La Cantina presente e citata nella guida <strong><em>del Gambero Rosso fin dal 2018 , Slow Food dal 117 Golosario dal 17 e Berebene dal !8</em></strong></p>
<h5></h5>
<h5>CONTATTACI</h5>
<p><strong>Vuoi farci una domanda?</strong></p>
<p>Sandrino:<br />
(+39) 333-3017380<br />
Adelaide:<br />
(+39) 393-7817145</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5>DOVE TROVARCI</h5>
<p><strong>Vieni a trovarci:</strong></p>
<p>SEDE Via Castello, 20 &#8211; Loc. Borgiano 62020 SERRAPETRONA (MC)<br />
CANTINA Case Sparse Savignano 62020 SERRAPETRONA (MC)</p>

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		<title>Alla scoperta anzi alla valorizzazione di eccellenze Polesane</title>
		<link>https://cacciatori.org/alla-scoperta-anzi-alla-valorizzazione-di-eccellenze-polesane/</link>
				<pubDate>Wed, 15 Dec 2021 10:42:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[cacciatori-20181011]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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				<description><![CDATA[]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<div class="vc_row wpb_row vc_row-fluid"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper">
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			<p><u><strong>Presso Azienda Agricola Vittorio Comini</strong> / </u><u>Via Borgonovo &#8211; 45020 Giacciano con Barucchella- Ro</u></p>
<p><strong><u>Partecipa anche una altra eccellenza Polesana:</u></strong></p>
<p><strong><u>Chianina del Rovere  di Rizzato Enzo;  Embrioni in Vivo Esclusivi / </u></strong><u>Via del Lavoro 25- 45020 Villanova del Ghebbo  Ro</u></p>
<p>Alcuni vitigni dell’epoca degli Estensi   sono stati ritrovati nel Podere di Vittorio a suo tempo, e con cura, studi e confronti con Istituto di Conegliano e Regione Vento sono stati Identificati e sono diventati buoni Vini. Assieme ad altri sommelier li abbiamo assaggiati e degustati; reputati interessanti, anche  con potenzialità importanti per il futuro. E stata pubblicata una recensione su <strong><u>Veneziepost</u></strong><u>.</u><strong>it e sul sito </strong><a href="http://www.Cacciatori.org-"><strong>www.Cacciatori.org-</strong></a><strong>.</strong></p>
<p>Giovedi 11 Novembre nella Cantina di Vittorio Comini sono convenuti oltre al <em><u>vigneron Vittorio ed al sottoscritto  Sommelier   altri due amici professionisti;  Dante  Brancalion  Delegato AIS  e Gianni</u></em><u> <em>Romani </em> </u>che con l’enologo, sono stati   fin dall’inizio dentro a questo progetto.  Dopo accurate degustazioni professionali e abbinamenti con prodotti e piatti di varie consistenze i vini hanno ricevuto, lusinghieri giudizi;  la clientela sia privata che Horeco locale sta rispondendo da tempo in modo positivo, occorre che questi vini  siano pubblicizzati come meritano con una collocazione secondo il loro valore effettivo. Tenendo presente che hanno margine di miglioramento e la produzione attualmente non è molto elevata. Quindi…la diffusione deve tenere conto di questi limiti.</p>
<p><u>Pertanto ci siamo proposti di interessare noti ed apprezzati giornalisti del settore che hanno dato parere favorevole a presenziare all’incontro</u></p>
<p><strong>Dr Renato Malaman</strong>   di Padova ,giornalista affermato e conosciuto nel Mercato ( ex Mattino di Padova- gruppo Repubblica), gastronomo e gestore di un Blog  molto conosciuto e considerato- <strong>il Dr Emanuele Cenghiaro </strong>Sommelier e giornalista<strong> . </strong>Collabora con la difesa del popolo di Padova, Con la Rivista Sommelier ( organo ufficiale di FISAR) con il Touring ( realizzato guide) ha anche pubblicato libri su Libraccio.  Etc…. ;il <strong> Dr  Donato Sinigagli</strong>a  giornalista di Rovigo che scrive nella voce di Rovigo ed in altre testate; partecipa a molte iniziative locali e Regionali</p>
<p><u>Per tutti mi scuso se non riporto le attuali e complete attività ma conosco personalmente  ed apprezzi i giornalisti come preparati professionisti del settore</u></p>
<p>A queste persone si aggiungerà una qualificata presenza  di Ristoratori Polesani Luciano <strong>Rizzato del Ponte e Renata del Ristorante da Renata di Pto Tolle </strong>tutti presenti su prestigiose guide e considerati dalla  clientela .<strong>.</strong></p>
<p>Parteciperà all’incontro anche<strong> Enzo Rizzato allevatore di successo della razza Chianina nel Polesine; </strong>allevamento iscritto al libro genealogico <strong>chianina</strong> con riproduttori super selezionati. Esporta ovuli fecondati in tanti paesi Europei ed extra europei. Ci parlerà delle sua attività che hanno successo partendo dal Polesine</p>
<p><u>Per dare una concreta rispondenza </u></p>
<p>I<u> vini presentati saranno abbinati a piatti  locali sia a  prodotti extra- regionali</u></p>
<p><u> Possibile  qualche sorpresa derivata dalla intraprendenza della  Cucina Comini e…. </u></p>
<ol>
<li><strong>Mattarella Bianco Frizzante </strong>da Vitigno aitoctono Antico ( bollicine in autoclave) Brindisi di benvenuto</li>
<li><strong>Mattarella Bianco frizzante fermentato sur lies da</strong> Vitigno autoctono abbinato con formaggio <strong><em>Cacio cavallo da Mucca Podolica</em></strong>  della Foresta Umbra  di Vico del Gargano sei mesi circa di affinamento</li>
<li><strong>Mattarella Bianco fermo; </strong>vitigno autoctono<strong> <em>con pasta e fagioli di Giacciano(autoctoni senza buccia)</em></strong></li>
<li><strong>Rosè di Benedina </strong>vitigno autoctono in fase di <em>omologazione </em>con salumi di Casa Comini</li>
<li><strong>Turchetta Rosso IGT veneto </strong>vitigno autoctono antico, abbinato al <strong><em>Cacio Cavallo di mucca Podolica</em></strong> affinato  due anni in grotta.</li>
</ol>
<p><strong>Per quanto riguarda Interventi si ipotizzano senza vincoli </strong></p>
<ol>
<li>R<strong>omolo Cacciatori </strong>perché  questa riunione?: eccellenze e particolarità del Polesine poco conosciute come è il Polesine poco conosciuto- Presentazione del Formaggio Cacio Cavallo</li>
<li><strong>Rizzato Enzo Allevatore di Chianina</strong> presenta la sua Azienda</li>
<li><strong>Vittorio con aiuto dell’enologo</strong> Presentazione dei Vitigni e dei vini con loro storia.</li>
<li><strong>Dante Brancalion</strong>  Sommelier; descrizione e presentazione dei vini e perché dell’abbinamento..</li>
<li>Commento dei <strong>Ristoratori</strong> presenti</li>
<li>Commento finale dei <strong>Giornalist</strong>i intervenuti<u>&#8211;</u></li>
<li><u>Confronto finale fra gli intervenuti</u></li>
</ol>
<p><strong><u>Romolo Cacciatori , Vittorio Comini, Dante Brancalion, Gianni Romani Enzo Rizzato Allevatore</u></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(Da https://www.facebook.com/100004610610329/posts/2095880113908989/?d=n)</p>
<p><strong>Renato Malaman</strong></p>
<p>Gli autoctoni dell’Alto Polesine! La Mattarella (ci scusi il Presidente, ma quest’uva antica si chiama proprio così… Mattarella, perché un po’ matta), la Benedina e le altre.<br />
Che atmosfere autentiche qui in cantina da Vittorio Comini, a Giacciano, nella campagna infinita che divide Badia da Trecenta. Fra tralci di vite rosso fuoco e aironi…<br />
Assaggi di autoctoni insieme all’esperto Dante Brancalion, il veterano dei sommelier polesani. E poi con Romolo Cacciatori, studiosi della cucina, e con il cuoco Massimo Spallino sceso dall’Altopiano di Asiago…<br />
Queste viti antiche ancora regalano emozioni. Vittorio Comini ci crede… e fa bene! Collabora ancora con la scuola di Conegliano. E del resto per abbinarli bene ha i salumi e i formaggi giusti…</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(Da https://salsa-e-merende-padova.blogautore.repubblica.it/2021/12/06/la-mattarella-la-benedina-e-la-turchetta-vittorio-comini-da-nuova-vita-agli-autoctoni-dellalto-polesine/)</p>
<p><strong>Renato Malaman</strong></p>
<p>C&#8217;è persino la Mattarella, nel senso che è un po&#8217; &#8216;matta&#8217;! Ma che bel carattere in bottiglia però&#8230; Forse piacerebbe anche al nostro presidente, visto che è un&#8217;uva così umile e piena di virtù. Della Benedina ne rimangono soltanto 30 piante o giù di lì. La foglia della vite ha due punte. Una rarità insomma. Queste piante superstiti le coltiva Vittorio Comini, che nella sua azienda di Giacciano con Baruchella ha una sorta di Arca di Noè dei vini antichi polesani autoctoni. Della Mattarella ne coltiva un paio di ettari. Tornando alla Benedina, Dante Brancalion, veterano sommelier dell&#8217;Ais polesana, dice che il nome deriva da quello delle corti benedettine, che erano numerose anche in zona. I monaci erano valenti agricoltori e vitivinicoltori. E poi amavano bere bene. La Mattarella si presenta in più varietà genetiche. Come la Benedina (e anche la Turchetta, oggi duemila bottiglie circa) è studiata dalla Scuola enologica di Conegliano. Comini partecipa con passione a questo progetto di vigneti didattici.</p>
<p>Bell&#8217;incontro sui vini polesani autoctoni nell&#8217;azienda di Comini, presidio isolato nell&#8217;orizzonte della bella campagna dell&#8217;Alto Polesine. Al rito dell&#8217;assaggio di questi vini antichi e in via di recupero, proprio grazie alla passione di Comini, era presente anche Massimo Spallino, noto ristoratore di Canove, sull&#8217;Altopiano di Asiago, uno che ama questa azioni culturali. Naturalmente oltre a stappare queste bottiglie &#8216;sperimentali&#8217; è stata assaggiata la celebre bondola polesana, oltre ai salumi di casa che Comini sa preparare con sapienza. C&#8217;erano i fagioli della varietà santi.</p>
<p>&#8220;La viticoltura nell’Alto Polesine &#8211; ricorda Romolo Cacciatori, accademico della cucina e studioso di storia delle tradizioni agroalimentari &#8211; ha origini antiche e la sua diffusione assunse una certa importanza dopo le bonifiche del 1400-500 ad opera dell’Abbazia della Vangadizza e dei nobili Bentivoglio. Nei bollettini del tempo si trova traccia di vitigni antichi: <em>Turchetta, Corbina, Basegana,  Groppello, Cremonese, Negretta, Rossiola, Uva d’Oro, Vernazzola, Mattarella, Piacentina e la Benedina</em>. A fine Ottocento, dopo la filossera, i nuovi ibridi con piede d’innesto americano, come il Clinton, non trovarono terroir favorevole; l’Adige e il Po che delimitano il territorio avevano creato con le loro inondazioni un ambiente non favorevole e la viticultura fu perduta. Fino al 2012 quando, assieme ad altri coltivatori, Comini di Giacciano con Bauchella  formò il gruppo AVSP, dopo che erano stati ritrovati in zona alcuni vecchi vitigni nel territorio. Con l&#8217;aiuto di Veneto Agricoltura e del Centro di Conegliano l&#8217;associazione dette inizio alla loro coltivazione&#8221;.</p>
<p>A quasi dieci anni di distanza la Cantina Comini può offrire, da uve Mattarella il<em> Bianco Frizzante</em>: colore giallo tenue, fiori bianchi al naso; buona acidità, piacevole al palato con un finale di mandorla amara. In fase di lavorazione la versione “<em>metodo ancestrale”</em> e anche la versione bianco fermo con la vendemmia 2020. Un vino da aperitivo che può accompagnare le carni bianche e il pesce lesso o crudo. Invece, dalle uve di Turchetta Polesana, si ottiene un <em>IGT Rosso Veneto</em>: elevata carica di antociani, colorazione intensa, sentori di viola e marasca con giusta nota amara finale. Si accompagna bene con l’anguilla e carni in umido.</p>
<p>Infine, dalle uve di Benedina, quelle con il &#8216;saio&#8217; dei monaci, <em>un Vino Rosso</em> ancora praticamente sconosciuto: colore brillante, sapore rustico antico, gradazione modesta ma sostenuta da una piacevole acidità. Con lo stracotto di asino, ovvero col musso un abbinamento vincente.  La Cantina Comini Vittorio  si trova in  Via Borgonuovo a Giacciano. Tutt&#8217;intorno c&#8217;è un piccolo eden agricolo che si estende a perdita d&#8217;occhio. Ogni tanto, sugli argini dei corsi d&#8217;acqua, non è raro scorgere garzette e aironi&#8230; Uno spettacolo della natura.</p>

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src="data:image/svg+xml,%3Csvg%20xmlns%3D&#39;http%3A%2F%2Fwww.w3.org%2F2000%2Fsvg&#39;%20viewBox%3D&#39;0%200%20359%20202&#39;%2F%3E" data-src="https://cacciatori.org/wp-content/uploads/2021/12/Comini-359x202.jpg" data-srcset="https://cacciatori.org/wp-content/uploads/2021/12/Comini-359x202.jpg 359w, https://cacciatori.org/wp-content/uploads/2021/12/Comini-539x303.jpg 539w" alt="" width="359" height="202"  /><span class="gallery-rollover"><span class="gallery-zoom-ico icomoon-the7-font-the7-zoom-06"><span></span></span></span></a></figure></div></div><!-- iso-container|iso-grid --></div></div></div></div></div>
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		<title>Trattoria GENTE DI MARE</title>
		<link>https://cacciatori.org/trattoria-gente-di-mare/</link>
				<pubDate>Thu, 11 Mar 2021 14:04:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[cacciatori-20181011]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

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				<description><![CDATA[Trattoria GENTE DI MARE  situata alla foce del Po della Pila&#8211; Pila di  PortoTolle  (Ro)  a 100 metri dal sicuro ed attrezzato porto situato nella laguna di Barbamarco in collegamento con l’Adriatico. La famiglia Azzalin;  dopo una conduzione pluriennale di un negozio di alimentari con offerta gastronomica ,ha iniziato da qualche anno una esperienza di&#8230;]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><u>Trattoria GENTE DI MARE</u>  </em></strong><em>situata alla foce del Po della Pila<strong>&#8211;</strong></em> <strong>Pila di  PortoTolle</strong>  (Ro)  a 100 metri dal sicuro ed attrezzato porto situato nella laguna di Barbamarco in collegamento con l’Adriatico.</p>
<p>La famiglia Azzalin;  dopo una conduzione pluriennale di un negozio di alimentari con offerta gastronomica ,ha iniziato da qualche anno una esperienza di ristorazione con <strong><em>Gente di mare</em></strong>. Il padre Alessandro in cucina con lo Chef E. Trombin ,la signora Cinzia ed il figlio Marco in sala. Ogni mattina dopo che i pescherecci sono rientrati, Alessandro si reca al Porto e sceglie il pescato per il menu del giorno. Tre quarti dell’offerta del suo locale, proviene da quelle barche. Si possono trovare abitualmente e secondo stagione, pesce azzurro e bianco, cozze, vongole, canocchie, canestrelli, cappe sante, cannolicchi, moeche, masenete, soasi, ed anguille. Talvolta è possibile trovare astice, scampi e rombi. Risulta evidente con queste premesse   che <strong>Gente di mare</strong> ha nel menu di pesce l’offerta basilare, anche se una pasta al ragù, una cotoletta alla milanese, una bistecca si possono richiedere. Oltre al risotto di pesce, (pesce bianco crostacei e molluschi), da non perdere l’anguilla; non manca la  pasta con vongole e cozze o ai frutti di mare;  il  pescato può andare in tavola fritto, grigliato, al forno o in gratin ma, a richiesta, sono serviti piatti unici  compositi per più persone;  dove sono presenti varie tipologie di pesce, varie  modalità di cotture, da  gustare in compagnia. Una offerta di vini in caraffa di Conegliano piacevole, oltre qualche bottiglia di Cantine Venete; naturalmente non mancano le bollicine.  A mezzogiorno un menù di pesce, degustazione /business  a 30 euro mentre un pranzo alla carta circa  40/50 con varie portate e dolci della casa fatti da Cinzia. Un ambiente minimale ma caldo ed accogliente; servizio efficiente.</p>
<p>Turno di chiusura il mercoledì <strong>non</strong> nei periodo estivo; ferie dopo il 10 di gennaio  una 15na di gg.</p>
<p>Carta di credito Visa e Master Card preferito il Bancomat anche per problemi di rete locale</p>
<p><strong>Trattoria Gente di Mare</strong></p>
<p>Via Curtatone  n 13</p>
<p><strong>Pila</strong>-Porto Tolle- Ro</p>
<p>Tel0426 314405- 3487480655-  trattoria.gentedimare@gmail.com</p>
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		<title>Ristorante Il Querini da Zemin</title>
		<link>https://cacciatori.org/ristorante-il-querini-da-zemin/</link>
				<pubDate>Thu, 11 Mar 2021 13:59:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[cacciatori-20181011]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

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				<description><![CDATA[Ristorante consigliato dalla Confraternita del  Bacalà alla Vicentina  come preciso interprete  della ricetta ufficiale, ma  anche protagonista della cucina territoriale con   serate a tema  fra cui quella dei risotti. Le guide  riportano positivi riconoscimenti … E’ Bruno Salzillo a condurre la Cucina con giovani aiuti, mentre la signora Marilisa Zemin  il figlio Luca, esperto sommelier,&#8230;]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p><em>Ristorante consigliato dalla Confraternita del  Bacalà alla Vicentina  come preciso interprete  della ricetta ufficiale, ma  anche protagonista della cucina territoriale con   serate a tema  fra cui quella dei risotti. Le guide  riportano positivi riconoscimenti …</em></p>
<p>E’ Bruno Salzillo a condurre la Cucina con giovani aiuti, mentre la signora Marilisa Zemin  il figlio Luca, esperto sommelier, sono in sala. La famiglia Zemin e Bruno, sono parte della ristorazione storica vicentina, fin dal 57. Prima a Monteviale <em><u>da Zemin</u></em>, poi come <em><u>il Querini Da Zemin</u></em> a Vicenza, ora ad Altavilla, negli spazi della ristorazione dell’Hotel Ristorante Genziana. La sala presenta ampie vetrate con vista sulla verde collina ed è arredata con gusto e sobrietà. L’offerta della cucina che si è meritata le due forchette Michelin, è l’espressione del territorio, con attenzione all’innovazione ed alle stagionalità. Non mancano piatti storici della cucina Italiana o piatti frutto di  interessanti contaminazioni con  cucine regionali: il polpo alla mediterranea, il tagliere con focaccia e giardiniera, il trancio di pesce spada con asparagi, paccheri di Gragnano con acciughe del Cantabrico uvetta, pinoli  e taralli sbriciolati, tartare di fassona con crema di burrata, A equilibrare  l’offerta local: una  scelta di risotti, i bigoli al ragù di anitra, la quaglia con farcia di tastasale, gli gnocchi di patate alle ortiche o ai vari sughi; non mancano il pescato del giorno ed vari piatti di bacalà/stoccafisso. Anche la griglia testimone del passato è presente. Una buona scelta di dolci secondo stagione ed una Cantina di circa 500 etichette, anche con grandi nomi, a sostenere l’offerta culinaria, ben gestita da Luca. Bollicine Italiane ma anche 150 di Champagne; vini veneti, toscani, francesi, austriaci, interessanti presenze di vini sloveni, israeliani, cileni, argentini, sudafricani e della Nuova Zelanda.</p>
<p>Per un pasto da 25 a 45 euro</p>
<p>Servizio preciso e premuroso. Giorno di riposo domenica sera e lunedì</p>
<p>Ferie un paio di settimane per ferragosto- Carte di credito tutte</p>
<p>RISTORANTE QUERINI DA ZEMIN</p>
<p>VIA Mazzini 75- 36077Altavilla Vicentina</p>
<p>0444552054 cel.3939195536  <a href="mailto:info@ilquerinidazemin.it-">info@ilquerinidazemin.it-</a> <a href="http://www.ilquerinidazemin.it">www.ilquerinidazemin.it</a></p>
<p>facebook,com/ilquerinidazemin- instagram,com/ilquerinidazemin</p>
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		<title>HISYOU Ristorante Giapponese</title>
		<link>https://cacciatori.org/hisyou-ristorante-giapponese/</link>
				<pubDate>Wed, 16 Dec 2020 11:33:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[cacciatori-20181011]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Food]]></category>

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				<description><![CDATA[Hisyou, in Italiano “il volo”, nome scelto da Alex per il suo ristorante di cucina Giapponese, che indica sia un auspicio che un desiderio- Alex giovane orientale, arrivato  in Italia una ventina di anni fa; qui consegue il diploma di addetto turistico  ed ha le prime esperienze in un  rinomato ristorante di cucina Giapponese, dove&#8230;]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p><a class="dt-pswp-item" href="http://cacciatori.org/wp-content/uploads/2020/12/hisyouru.jpg" data-dt-img-description="" data-large_image_width="313" data-large_image_height="418"><img class="size-full wp-image-1001276 alignleft" src="http://cacciatori.org/wp-content/uploads/2020/12/hisyouru.jpg" alt="" width="313" height="418" srcset="https://cacciatori.org/wp-content/uploads/2020/12/hisyouru.jpg 313w, https://cacciatori.org/wp-content/uploads/2020/12/hisyouru-225x300.jpg 225w" sizes="(max-width: 313px) 100vw, 313px" /></a>Hisyou, in Italiano “il volo”, nome scelto da Alex per il suo ristorante di cucina Giapponese, che indica sia un auspicio che un desiderio- Alex giovane orientale, arrivato  in Italia una ventina di anni fa; qui consegue il diploma di <em>addetto turistico</em>  ed ha le prime esperienze in un  rinomato ristorante di cucina Giapponese, dove incontra lo Chef Chen Toghui, che poi l’avrebbe seguito in questa avventura. Un rapporto continuo con Chef  nipponici, per scambio di ricette, fa in modo che il Ristorante  continui ad offrire la migliore  cucina tradizionale nipponica, anche con prodotti italiani. La linea è quella di: <strong>Sushi (</strong>crudo di pesce),<strong>Teppayak</strong>i, ( piastra),<strong>Tempura</strong> ( frittura con pastella ad immersione), sia di <strong>carne </strong>(<strong> Kobe,</strong> la carne massaggiata) sia <strong>pesce</strong>.  Menu con foto dei piatti che Alex sa ben illustrare. Alcuni piatti tipo <strong><em>Uramaki: il Trurai,  </em></strong><em>rotolini  di riso ed alghe, con  ripieno di gamberoni in tempura, con all’esterno gambero cotto battuto al coltello e mischiato ad una salsa piccante, <strong>sono la rappresentazione di cucina  di alto livello.</strong>  </em>Non manca il <em>Ramen</em> piatto antico; i dolci, scenografici, sono da assaggiare! Tutti i piatti sono ben presentati con sapori inaspettati ma graditi. Una scelta di Sakè, di Birre Giapponesi compresa <em>quella al te verde</em>. Non mancano bollicine e vini Italiani di livello per una vera  offerta completa. Servizio molto attento e professionale, compreso quello tradizionale Giapponese, dove l’addetta di sala serve <em>in ginocchio</em> sul Tatami; tutto coordinato da Alex.</p>
<p>Per tre piatti  circa 35/45 / euro</p>
<p><strong>Restaurant Hisyou</strong> &#8211; via della Provvidenza 115-Sarmeola di Rubano(PD)</p>
<p>tel- 0498979254- <a href="http://www.hiyourubano.it">www.hiyourubano.it</a>  &#8211; info@hisyourubano.<em><strong>it</strong></em></p>
<p>Aperto mezzogiorno e sera- Turno di chiusura il lunedì- Ferie mai &#8211; Carte di credito Tutte</p>
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